Uno stile inconfondibile.

Non capita molto spesso di riconoscere un chitarrista semplicemente dal suono. Con una canzone si, ma dal suono? E ancora più raramente capita di poter riconoscere un chitarrista dalla sua silhouette. Ma per Brian May sono possibili entrambe le cose.

Il fatto che così tante persone gli chiedono di suonare sui loro dischi, tutti i premi che continua a ricevere, le apparizioni sul palco, i concerti di beneficenza e cose come l'inno nazionale inglese suonato in cima a Buckingham Palace, sono tutte cose che sicuramente lo pongono allo zenit della categoria dei “guitar heroes” britannici.

Al principio di tutto questo c'è la sua chitarra, realizzata con suo padre da un pezzo di legno del camino di casa May, con l'aggiunta di una molla e un ferro da calza. E il suono di quella chitarra è la cosa che mi ha davvero incuriosito. Guardando i Queen eseguire "Seven Seas of Rhye" a Top of the Pops mi sono grattato la testa (all'epoca una testa molto più giovane e inesperta rispetto ad oggi), e ho pensare: "Aspetta un momento. ho una chitarra elettrica e non suona per niente in questo modo! e quel tizio con i capelloni, gli abiti di Zandra Rhodes e quella chitarra! Che cos'è questo?"

Non oso chiedere a Brian May la maggior parte delle domande tipiche di un nerd che mi piacerebbe rivolgergli. INon voglio sapere come ha creato quei suoni e come ha finito per cancellare i nastri a furia di sovraincisioni registrate su un singolo brano. Oppure perché decide di fare le cose che fa, come vestirsi come un pinguino per il libretto del primo album dei Queen, o la scrittura di colonne sonore, per esempio.

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Ma sembrava un'orchestra già da un sacco di tempo. Tornando ai dischi dei Queen infatti, c'erano così tanti suoni e toni. Da dove proveniva tutto questo?

 

BM: "Ci hanno influenzato un sacco di cose strane, perché quando sono cresciuto, c'erano cose come le canzoni per bambini alla radio e un sacco di roba leggera di tipo orchestrale, compreso Mantovani. Per realizzarle si lavora per gradi, partendo da una singola linea e poi se ne aggiunge un'altra al di sopra di essa e poi un altra ancora. Quindi è una sorta di effetto campana, dove le armonie crescono una per volta piuttosto che tutte insieme, e le altre persone che hanno usato in modo veramente brillante questo sistema sono stati i Temperance Seven. Ero un dipendente assoluto dei The Temperance Seven negli anni Sessanta. Loro sono stati effettivamente prodotti da George Martin, stranamente, ovvero colui che stava per incontrare i Beatles.

 

"Non so chi era a realizzare gli accordi, ma erano assolutamente belli, in base allo stile degli anni Venti e hanno creato questo effetto campana Se si ascolta il brano 'Stai Driving Me Crazy' - bom bom bom bom – si sente l'effetto campana. E questo genere di cose mi ha influenzato”.

 

Ascolto gli album dei Queen e amo il modo in cui le chitarre estendono le canzoni, perchè aggiungono qualcosa al pezzo ma, allo stesso tempo, provengono dal brano stesso. Non è solo qualcuno che si lamenta su una pista (che è la ragione principale per cui non posso sopportare gli assoli di chitarra). Strati su strati di chitarre. A che punto pensi che il risultato è buon, ma sarebbe meglio con altre 70 chitarre!?

 

BM: "Non sono mai davvero arrivare a quel punto - come se stessimo parlando di una regola - lo sento nella mia testa prima di iniziare e so dove sto andando e se non riesco a sentirlo nella mia testa non posso farlo e non posso farlo da solo seguendo il mio naso, ho davvero bisogno di sentirlo. Devo avere il quadro complessivo nella mia testa prima di prendere la chitarra, quindi di solito basta sapere quando è fatto.

 

"Il nostro primo album è stato fatto in circostanze folli. Siamo andati lì per ore durante la notte, abbiamo avuto così poco tempo, tanto che tutti quei sogni che avevo in mente non riuscivo a portarli a buon fine, ma ci sono piccoli richiami comunque. My Fairy King contiene molte armonie di chitarra, ma quando abbiamo iniziato a lavorare a Queen II, eravamo veramente in uno studio con tanto di prenotazione tempo a disposizione, come una vera e propria band ed ero deciso che avremmo fatto tutto questo e abbiamo avuto delle idee avventurose sulle armonie di chitarra, ma anche armonie vocali.Queen II era come un quadro enorme pieno di un sacco di roba, ci sono tutti i tipi di parti di chitarra che duellano tra di loro".

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Brian ha lavorato con alcuni evidenti (Eddie Van Halen) e meno evidenti (le boy band come i 5ive) artisti del suo tempo. Lo fa ancora e in passato gli stato chiesto di unirsi ad altre band (gli Sparks hanno cercato di reclutarlo, dicendo che i Queen non sarebbero andati da nessuna parte e che loro invece andavano a conquistare il mondo).

 

Ti chiedo: se i Queen non fossero esistito, di quale band ti sarebbe piaciuto essere stato chitarrista?

 

BM: "Avrei voluto essere, probabilmente, negli AC/DC. Ma io sono il tipo sbagliato per dimensioni e forma, purtroppo, perché i Queen erano molto eclettici. E' questa la parola giusta - non è vero? - e abbiamo esplorato ogni confine musicale possibile, ma gli AC/DC sono in un certo senso l'opposto. Loro sanno che il loro stile è incredibilmente puro e ho un grande rispetto per questo e per ogni singola nota che tirano fuori perché sono tutte completamente in stile AC/DC.

 

"Se mi sento eccitato da un'idea musicale non mi importa di quello che gli altri possono pensare. E infatti mi godo quella tipica sensazione di disagio. Recentemente ho suonato su un disco di Dappy e alcune persone mi hanno detto: 'Che diavolo stai facendo? Questa non è musica! Come puoi averla in considerazione?'. E io ho replicato: 'No, riascoltate, troverete che il ragazzo è in realtà una grande potenza lirica e lui è un grande cantante e il disco è brillantemente prodotto, quindi qual è esattamente il problema?' E tutti sono tornati dopo averlo ascoltato e mi hanno detto: 'Dannazione, è grande ed è una grande combinazione'. E' un'idea audace per entrambi e mi piace, mi piace rompere i confini".

(Articolo di David Arnold, tratto dall'Indipendent del 23 Marzo 2012)

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