Nell'ambito della riscoperta delle vecchie interviste, l'amico Gabriel Tripaldi, noto all'ufficio con il nick 'Fraccobaldo' ha scovato e tradotto questa intervista d'annata a  Roger Taylor, rilasciata nell'estate del 1981 in quel di Monaco di Baviera e pubblicata sulla rivista Popcorn.

Roger parla del suo primo album solista e di come ci si sente ad essere membro dei Queen.

Popcorn ha anche intervistato Brian May il quale, fra le varie cose, ha riferito di quali fossero i rapporti tra Queen e stampa.

Buona lettura.

>

Sul palco, Roger Taylor si nasconde dietro il suo enorme drumset. Ora si è imposto all’attenzione  come il primo membro dei Queen ad aver pubblicato un LP solista.  POPCORN si è fatto una chiacchierata con lui a Monaco di Baviera.

Roger, con "Fun In Space"  hai appena pubblicato un LP solista: perché questo "ego-trip"?

ROGER: Ho scritto così tante canzoni che ultimamente era impossibile metterle tutte su un LP dei Queen. L'unica soluzione era fare un album solista.

Come hanno reagito Freddie, Brian e John?

ROGER: Hanno apprezzato l'idea, tanto che probabilmente presto faranno qualcosa di simile. Ma prima c’è un nuovo album dei Queen da registrare. Ci stiamo lavorando sopra in questo periodo.

Anche questo album è stato prodotto a Monaco:  Cosa c'è di così affascinante in questa città?

ROGER: A dire il vero, tutto. Lo studio è fantastico, le persone sono a posto e se sei libero ti puoi divertire un sacco. Adoriamo i biertgarten e andare spesso in discoteca.  Lo  "Shugar Shack" è il locale più hot della Terra. Ci piace così tanto che gli abbiamo regalato un disco d'oro  che ora è appeso al muro accanto al bar.

Avete in programma qualcosa di speciale per il nuovo album?

ROGER: Non c’è un concept. Abbiamo già scritto la maggior parte delle canzoni, ma i vari effetti sonori e stili verranno sviluppati passo dopo passo in studio. Quando l'album sarà finito di sicuro andremo di nuovo in tour, per il quale stiamo pensando ad un nuovo tipo di show.

Farai anche un tour da solo?

ROGER: No, mai. Primo perché i Queen   per me sono più  importanti della mia carriera solista, e  secondo perché il lavoro con la band mi preoccupa così tanto che non avrei  il tempo per un tour per conto mio.

E’ da un po’ che non avete un vero e proprio management. Come funziona la cosa?

ROGER: Molto bene. Firmiamo i contratti che  vogliamo e niente ci viene imposto. Da quando non abbiamo più un manager è diventato tutto più divertente!

C’è un capo all'interno della band?

ROGER: Oh Dio, no! Ci dividiamo  i compiti e parliamo di tutto.

Chi fa cosa?

ROGER: John si occupa dell’aspetto finanziario, Brian di quello organizzativo  mentre io sono una specie di factotum. Public relations, design della copertina e problemi relativi al tour.

E che cosa fa Freddie?

ROGER: Freddie è l’artista. Lui  non si preoccupa di denaro o di organizzazione. Freddie è responsabile solo dello show.

Ci sono disaccordi?

ROGER: Non proprio. Siamo molto diversi  e quindi  perfettamente complementari. Questo lo si nota anche nelle canzoni. John, per esempio, è un grande fan di funk, jazz e blues. Brian al contrario adora l’hard rock. Freddie aggiunge una tendenza verso i classici mentre io sperimento con la New Wave. Ciò nonostante, musicalmente siamo un’unità.

Fai parte del gruppo più famoso del mondo. Avete ottenuto tutto quanto era possibile: non vi state stancando del successo?

ROGER: Al contrario. Il successo ci dà maggiore libertà artistica. Possiamo evitare di puntare sui singoli e possiamo fare quello che davvero vogliamo. Se facciamo un album o andiamo in tour lo facciamo per puro divertimento.

Nel tuo nuovo album suoni tutti gli strumenti. Perché non ti sei fatto dare una mano dai  tuoi colleghi?

ROGER: Per diversi motivi. Primo,  ho evitato lunghe spiegazioni su come volevo che fossero le canzoni. In più, ho voluto dimostrare di essere molto versatile. Alla fine io non voglio passare tutta la mia vita dietro una batteria. Ci sono stati tanti altri batteristi che hanno dimostrato che gli album solisti non sono solo una roba per chitarristi, cantanti e tastieristi.

Il tuo LP è estremamente versatile, si passa dal Rhythm & Blues al medley di sintetizzatori…

ROGER: Sì, ed è  l'unica cosa che i critici mi potrebbero rimproverare. Ma con il  mio primo album da solista ho semplicemente voluto mostrare tutto quanto ero in grado di fare. Il secondo album sarà di sicuro più coerente e si indirizzerà più verso la new wave.

La tua voce assomiglia a quella di Rod Stewart. Sei d’accordo?

ROGER: E’vero, sembra carta vetrata. Non mi offendo se la gente pensa a Rod. Mi piace Rod e ci frequentiamo anche in privato.

Qual è il significato del mostro in copertina?

ROGER: Si chiama Ernie e proviene da una serie di fumetti americana. Mi è piaciuta la piccola bestia, tanto che la uso come tesserino di riconoscimento.

Cosa fai nel tempo libero?

ROGER: La musica è il mio hobby e il mio lavoro allo stesso tempo. Se  sono a casa e non ho nulla da fare, la mia vita è molto meno eccitante di quanto la gente si aspetterebbe da una rockstar - guardo la televisione o leggo libri. Tutto qua, più o meno.

>

Sul palco Brian May, il motore musicale dei Queen, appare timido e introverso. Il capo redattore  di POPCOM, Gerald Buchelmaler ,ha incontrato  il genio chitarristico dei Queen a Londra e ha parlato con lui dei progetti futuri dei Queen , rock business e aspetti di carattere generale e personale.

E’ più facile intervistare i Rolling Stones, Rod Stewart o qualche altra superstar piuttosto che voi. Perché ce l’avete tanto con la stampa?

BRIAN : Questa chiacchierata dimostra quanto tutto questo non sia vero- ma a parte gli scherzi:  pensiamo semplicemente che tutto quello che abbiamo da dire come rockband si trovi nei dischi o nei concerti. Siamo musicisti, né più né meno.  Ai musicisti classici non viene chiesto nulla sulla loro vita privata o sulle questioni politiche. A proposito, non diamo alcuna intervista a giornalisti inglesi perché semplicemente sono scorretti. Durante l’intervista sono educati ma poi di solito l’articolo è uno schiaffo in faccia.

Sul palco appari distante e senza emozioni.  E’ un’impressione giusta?

BRIAN : Sul palco sono molto concentrato e comunque sono molto misurato , si potrebbe anche chiamare timidezza. All'inizio della nostra carriera avevo mal di stomaco prima dei concerti più grandi e incubi dopo. Il nervosismo se n’andato con il crescere della routine ma  mi sento ancora in qualche modo a disagio alla vista di masse isteriche .

Allora perché vai in tour così spesso ?

BRIAN : con 100 a 150 concerti all'anno siamo uno dei gruppo più attivi . Anche se ho parlato di aspetti negativi, per me non c'è ancora nulla di più soddisfacente per un musicista che essere sul palco. Siamo seguiti in tour da uno staff enorme che si prende cura di noi come si fa con i bambini ( ride). Tutto è organizzato così bene che ci dobbiamo solo preoccupare di fare un bello spettacolo ogni sera. Ma per chi non ha  ancora raggiunto questo status , i tour sono le cose più massacranti che ci siano - fisicamente e mentalmente . Chiunque abbia sperimentato questo sa  perché così tante band si buttano su alcol e droga.

E’ stato lo stesso anche per i Queen?

BRIAN: Nemmeno nei nostri difficili primi anni difficili c’è stato alcun problema. Naturalmente tutti noi ci facciamo un bicchierino di tanto -  Freddie e John sono quasi completamente astemi. Per quanto mi riguarda me lo concedo solo se non devo lavorare. La gente pensa che le  rockstar non abbiano nessuna  responsabilità e possono fare quello che vogliono. Ma è vero il contrario. Per fare la nostra vita - un misto tra circo e disciplina militar - devi avere una forte autodisciplina. Come band  abbiamo una reputazione molto buona, e uno dei motivi è che siamo sempre in forma e in grado di offrire  la migliore qualità  ai nostri fan.

E i fan - come li vedi?

BRIAN: Chi osserva i nostri fan durante un concerto può pensare che siano una massa acritica incolore. Io la penso diversamente perché  la nostra musica multistrato e i nostri cambiamenti di stile  - per esempio da Crazy Little Thing Called Love a Flash- sicuramente attiriamo persone dal gusto musicale molto ampio e vario. E' difficile trovare un altro gruppo che chiede così tanto ai propri fan.

>


© 2017 QueenHeaven / Privacy Policy / Cookie Policy / Note Legali