Il giorno dopo la prima serata è il momento per noi fans tanto atteso. Brian May è da poco arrivato in Italia e si concede alla stampa insieme alla sua partner artistica Kerry Ellis (che è entusiasta di essere in italia e lo scrive chiaramente su Twitter) accompagnerà nella serata di giovedì Irene Fornaciari nel brano "I who have nothing", versione inglese di "Uno dei tanti" di Joe Sentieri.

A Brian viene ricordato il suo primo (ed unico) passaggio a Sanremo, con i Queen,  nel 1984, quando la band si esibì per due serate in Radio GaGa (versione playback). "Sapevo che qualcuno me l'avrebbe ricordato... Mi ricordo soprattutto la festa. Oggi, girando per la città, mi sono emersi i ricordi: le strade, l'atmosfera. Non sono in grado di prevedere il futuro: al tempo chi l'avrebbe mai detto che sarei tornato senza Freddie?", dice. "Ho un vago ricordo di disagio pensando al fatto che avevamo dovuto suonare in playback, noi che eravamo una live band. Ma mi ricordo soprattutto la festa".

"Non ho scelto il brano", racconta. "Stavo chiacchierando con Zucchero, e lui mi ha chiesto il favore di cantare con sua figlia. Gli ho detto no, che non me la sentivo di cantare. Qualche tempo dopo, è venuta fuori questa idea di far duettare Irene con Kerry, e io avrei suonato, che è la cosa che so fare. Il brano è straordinario: ho cominciato subito a pensare cosa avrei potuto fare con l'arrangiamento. L'hanno fatto in tanti, ma nessuno come noi". "Il brano l'ho scelto io", interviene Irene. "Volevo una canzone non così conosciuta, e quando ho sentito l'arrangiamento... Beh, ringrazierò sempre Brian. La musica mi ha regalato un sogno, un'altra volta".

"Lavoro con Kerry da dieci anni", racconta May della bionda cantante che sarà sul palco con lui. "Fin da quando venne scelta per il musical 'We will rock you'. Ha una voce incredibile, è una vera interprete. Stavamo lavorando al suo secondo disco, quando è arrivata questa idea. Chissà, magari in futuro useremo anche questa canzone".

La Ellis, a sua volta, ringrazia e loda i suoi colleghi, riferendo che "Lavoro da tanti nel mondo dei musical, a cominciare dallo spettacolo "We Will rock you". Con Brian May si è subito creato un importante rapporto di collaborazione. L'anno scorso abbiamo fatto una tournèe assieme, magari la potremmo riproporre in futuro, assieme ad Irene Fornaciari. Ero in viaggio, non ho potuto vedere la prima serata del Festival. Andrò a vedere i video su Youtube per farmi un'idea. Le gare canore in televisione sono ormai diffuse in tutto il mondo. Fosse per me nei talent-show coinvolgerei soprattutto i ragazzi che stanno già studiando nel mondo della musica".

May quindi parla dei progetti futuri: un sequel al musical "We will rock you": "E' già scritto, in teoria. Ma siamo vittima del successo del primo, che è andato oltre ogni previsione: quindi non siamo andati avanti. Ogni volta che lo portiamo in un nuovo paese ce ne occupiamo direttamente, preoccupandoci di tutto, dal casting all'adattamento. E questo ci toglie il tempo di occuparci del sequel. Per il resto, la mia vita è complicata, segue molte strade. Spero di finire presto il disco di Kerry, e di fare andare in tour con lei. Mi occupo molto di animali, soprattutto della protezione di quelli selvatici, per esempio della lotta alla caccia alla volpe. Poi mi occupo di astronomia. E cerco di essere un buon padre", dice.

"Ah già, poi ci sono i Queen", scherza. "Con ogni probabilità faremo qualcosa quest'anno, man non è ancora il momento giusto per annunciarlo".

May infine ha ricordato cosa erano i Queene la sua ricetta per resistere nel mondo dello show biz: "I Queen sono stati soprattutto musica, ma anche in alcuni casi eccessi. Se si vuole essere professionisti seri bisogna sempre fare in modo che non venga mai pregiudicata la qualità della propria esibizione. Sapevamo tracciare una linea netta tra il lavoro e il tempo libero. Non mi sono mai drogato, ma purtroppo altri artisti non hanno fatto la mia scelta. Se si riesce a mantenersi in uno stato sano fare una tourneè diventa una cosa semplicissima. 
Non mi piacciono i talent-show, secondo me tanti cantanti che escono da questi programmi non sono all'altezza degli altri cantanti. Non mi convincono queste gare ma sono ormai una realtà con cui dobbiamo convivere".

E il rapporto di Brian May con la musica italiana? “Come tanti altri inglesi abbiamo un grosso debito con Pavarotti, grazie a lui abbiamo iniziato a comprendere la realtà musicale italiana che è eccellente”.

Non avete mai pensato ad un sostituto di Freddie Mercury? “Non abbiamo mai cercato nessuno che lo sostituisse. Sarebbe impensabile”.

FONTI:

www.rockol.it

www.riviera24.it

www.sanremonews.it


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