Era il 2011. Suppergiù.

Mentre lo zoccolo duro dei fans dei Queen aspettava con ansia l’annuncio di un concerto celebrativo per i 40 anni dei Queen, concerto che nonostante i proclami di QP (dove ho già sentito queste parole?), non c’è mai stato, Roger Taylor se ne uscì con una delle sue.

In un paesino della brughiera inglese si era imbattuto in un manifesto che in soldoni recitava così: ’i Queen sul palco!’.

Tuttavia i Queen, che oggi sono composti da lui e Brian May, non avevano impegni in zona in quel periodo. Si trattava infatti di una tribute band, una delle tante che suonano da anni nei locali di mezza europa, con nomi più o meno altisonanti, cercando di far rivivere, alcune bene, altre male, l’esperienza di assistere ad uno spettacolo dei Queen.

Roger quella sera partorì la sua idea (oltre a 3 o 4 canzoni per Fun On Earth. La gattina frettolosa fa i gattini ciechi). Se qualcuno deve suonare la ‘mia’ musica in giro per il mondo, voglio che quel qualcuno sia scelto da me. E così fu (e QUI leggete come nacque l'idea).

Vennero fatti annunci, ascoltati decine di nastri di aspiranti Queenies, tra cui quel Marc Martel che sin dal primo ascolto, su youtube, parve essere un predestinato, tanto la sua voce ricordava quella del nostro Fred. Venne creato un bel complessino, con due chitarristi e addirittura quattro cantanti e dopo qualche mese di prova venne spedito a suonare nei teatri delle città americane. Una sorta di testa di ponte per capire quanto potesse essere ancora interessato il nuovo continente alla musica dei Queen. I risultati furono soddisfacenti. La band piaceva e strabiliava.  

Dall’altra parte dell’atlantico, e soprattutto nello stivale, l’iniziativa venne accolta con diffidenza, anche da parte mia. Dopotutto ci si aspettava ben altro per il 40° anniversario della nascita della band e Queenextravaganza, questo il nome dato al progetto, riguardava solo gli Stati Uniti e il Canada. Quindi.. Who Cares? Non a noi di sicuro.

Invece ci sbagliavamo. Nel 2013 i Queenextravaganza organizzarono un tour in UK e nel 2014 venne annunciato un tour europeo con una data italiana, a Padova, in programma per il 22 maggio.

Nel frattempo, abbandonate le perplessità iniziali, avevamo imparato a conoscere meglio la band ed i suoi componenti e ci eravamo resi conto alla velocità della luce che questi ragazzi erano davvero bravi. Per questo motivo, appena arrivata la notizia dello show di Padova, in tanti decisero di prendere un biglietto. Da quello che girava in rete, doveva valerne sicuramente la pena.

E cosi è stato. Per ben due motivi.

Il concerto è stata l’occasione per radunare e di rivedere un po' di amici, che purtroppo si incontrano solo in queste occasioni. L’importante è avere voglia di condividere un po' di tempo insieme e di farsi anche qualche km (qualcuno anche qualche migliaio...Chapeau, Claudio) pur di ‘gozzovigliare’ insieme.

Quindi, bello il pre concerto, bella la cena ‘conviviale’, bella l’attesa dello show. Ma il tutto è stato bello perché lo si è vissuto insieme. Probabilmente non la penseranno cosi gli assenti e i pantaloni dell’amico Rudy, incolpevolmente allagati dalla coca cola di un maldestro fan seduto al tavolo con lui. Si proprio lui. Quello che a dire di qualcuna, sculetta!!!!

Il concerto è stato l’altro evento per cui è valsa la pena esserci.

Signore e signori. Sia ben chiaro. Questi non sono i Queen. Nessuno ha mai pensato che lo fossero e che potessero essere a loro paragonati. Nessuno si è mai sognato di pensarlo. Eccezion fatta per due figuri che solo nel parcheggio del teatro venivano avvisati che la band che si sarebbe esibita non erano i Queen, come invece pensavano. Irripetibile lo tsunami di imprecazioni che ci ha travolto!

I Queenextravaganza non sono i Queen, non hanno la loro grandezza e probabilmente il loro talento e, inevitabilmente, vivono della loro luce riflessa. 

Ma ragazzi.. Questi suonano. Suonano benissimo, con precisione, senza errori e sbavature. E poi diciamolo. Quel Marc Martel, che sin dall’inizio aveva colpito con quella sua versione di Somebody To Love pubblicata su youtube, di sicuro ci sa fare.

Non si possono fare paragoni in generale e non li si possono fare quando la persona con cui vieni paragonato si chiama Freddie Mercury. Ma Marc ha dimostrato di essere un degno interprete delle canzoni dei Queen. Le ha cantate in maniera pressoché perfetta ed in alcuni momenti, se chiudevi gli occhi, magari in alcune tonalità più basse.. beh.. qualche dubbio su chi cantasse lo si poteva avere. Eccessivo? Forse.. ma.. provare per credere.

A mio modesto avviso, Martel canta le canzoni dei Queen meglio di chiunque altro. Eccezion fatta per il baffo che cantava nei Queen stessi. Ovviamente.

Sarò esagerato, ma la versione di The Show Must go on ascoltata a Padova credo che sia la migliore mai sentita cantata non da Freddie Mercury. Da brividi.

Se vogliamo Marc Martel canta i brani della band anche meglio di Adam Lambert ma probabilmente il suo essere davvero molto vicino a Freddie come voce è anche il suo limite più grande, nel senso che difficilmente lo vedremo mai esibirsi con i Queen. Sarebbe davvero un sostituto e nessuno lo vuole. Ed ecco perchè, in tour con i Queen, ci va Lambert e non Martel.

Ma Martel ha strabiliato anche dal punto di vista della presenza sul palco, dell’energia e del carisma, Lui e la band si sono fatti davvero valere, facendo scatenare il pubblico del Geox che sul finire dello show ha assistito al concerto in piedi, saltando e ballando.

Il tutto grazie anche ad effetti scenici e coreografici di sicuro impatto. Peccato che gli schermi su cui comparivano immagini dei Queen e e le animazioni della cover di Queen 2 in Bohemian Rhapsody fossero un pò piccole.

L’accoglienza ricevuta e l’entusiasmo del pubblico ha sicuramente fatto breccia anche negli ‘extravaganza’, che si sono scaldati e lasciati andare sempre più nel corso della serata. 

Segno inequivocabile che la band, nel suo complesso, aveva ottenuto il risultato prefissato. Suonare la musica dei Queen, nel miglior modo possibile e far divertire la gente accorsa al teatro.

E’ stata di sicuro una serata divertentissima ed è merito dei Queenextravaganza che non hanno per nulla deluso. Oltre a Martel ho molto apprezzato il tastierista, Brandon Ethridge, mentre ottimi anche chitarrista, bassista e batterista. Quest’ultimo si è fatto valere anche per quanto riguarda le doti da cantante ma.. Roger Taylor era un’altra cosa. Sia chiaro, drumming preciso e potente e bella voce.. ma per cantare come Roger Taylor ci vuole qualcosa in più! Ed è forse più difficile che cantare come Freddie Mercury.

La band ha eseguito fondamentalmente i grandi successi della band, alternati però a qualche brano meno noto dalla massa come Dragon Attack, Lazing On a Sunday Afternoon, Love of My Life (con pianoforte) e You’re My Best Friend.

Da questo punto di vista lo show è stato semplificato rispetto alle esibizioni americane dove in scaletta comparivano brani del livello di March Of The Black Queen e le due Lap of the gods, anche perchè la stessa band è stata ridotta come componenti. Forse l'unica pecca è stata proprio questo, uno spettacolo di 90 minuti con brani un pò troppo scontati.

Ma ciò nostante la serata è stata grandiosa e merita di essere ripetuta. 

I Queenextravaganza hanno paventato l’ipotesi che nel 2015 possano tornare. 

Beh, speriamo bene. Perché di sicuro, saremo ancora li ad ascoltarli e a saltare con loro.

Perché non saranno i Queen, ma sono al momento quanto di più simile a loro ci sia sulla scena musicale. 

E, come al solito, non limitatevi ai filmati di youtube o altro La musica rock e la musica dei Queen deve essere ascoltata dal vivo e…. e i Queenextravaganza… Mamma mia!!!!

Ci vediamo nel 2015. Speriamo di essere ancora di più!! C'è posto per tutti! Sull'evento organizzato per l'occasione su FB (lo trovate QUI) tante foto della serata!

E per approfondire, QUI trovate qualche articolo sugli 'extravaganti'.

 

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