Ma,cosa ne è stato di quei demo di cui abbiamo parlato finora?

Sono molti i libri dedicati ai Queen che ne fanno menzione, ma chi se ne è occupato in modo ufficiale cita solamente quattro brani: Jesus, Liar, Keep Yourself Alive e The Night Comes Down (quest’ultima è l’unica pubblicata ufficialmente sul primo album dei Queen, come recitano le note di copertina del disco).

Tuttavia, i demo originali incisi nel ’71 ai De Lane Lea Studios non sono solamente quelli citati più spesso. A questi, infatti, deve aggiungersi anche Great King Rat, di cui è presente sicura traccia nei registri della stessa Trident, presso i cui studi come detto furono ultimati gli acetati.

La genuinità di quanto detto finora, compresa l’esistenza di una quinta canzone tratta da quelle sessions, è confermata dal più grande collezionista dei Queen, ovvero nientemeno che Brian May, che ha confermato quanto qui riportato.

Finalmente, i ' De Lane Lea' Demo sono stati pubblicati, come materiale extra nelle nuove versioni degli album dei Queen in vendita dal 14 marzo 2011.

Non ci resta che attendere, comprare ed ascoltare questi demo in tutto il loro splendore!

È con questa sorta di massima infatti (o legge divina per chi ha voglia di crederci) che si può riassumere il fortunato incontro tra Brian May e un suo vecchio amico, tale Terry Yeadon. Costui si era fatto promotore dell’apertura di un nuovo studio di registrazione, i De Lane Lea (Engineers Way) presso Wembley, e proprio con Brian parlò della necessità di trovare la band giusta per testare i nuovi strumenti appena installati.

Per restare in tema di massime, possiamo immaginare ciò che pensò Brian a quel punto: “A caval donato non si guarda in bocca!”, così con l’assenso subito manifestato dal chitarrista, e poi dal resto della band, i Queen furono scelti per suonare con uno degli apparati tecnologici più all’avanguardia presenti nel Regno Unito.

L’occasione per il gruppo fu talmente ghiotta che accettarono anche di suonare senza ricevere alcun compenso, sebbene poi furono omaggiati con i cosiddetti “acetati” a testimonianza della performance.
Ad affiancare il gruppo fu scelto dalla direzione degli studi il produttore Louie Austin, già forte dell’esperienza maturata su molti pezzi.

Ricorda lo stesso Austin: “I Queen furono estremamente meticolosi. Le loro canzoni vennero suonato una per una e non si fermarono finché non furono soddisfatta dell’idea che intendevano realizzare. Questo tipo di lavoro a volte richiedeva molto tempo, ma fecero il tutto con grande impegno”.

Il gruppo in quei giorni ingaggiò un vero e proprio “vai e vieni” tra i De Lane Studios di Wembley e quelli in cui provavano abitualmente, dato che incontravano alcune difficoltà con i nuovi stramenti.

Narrano le leggende di quel periodo che una delle registrazioni fu flagellata da un fastidioso suono, un “click” che veniva prodotto quando la band si metteva a suonare in corrispondenza dei cavi di metallo che si trovavano al di sotto della pavimentazione della sala di incisione. Così ogni membro del gruppo, per evitare che quel suono finisse inciso sui nastri, suonò stando nei punti in cui i cavi non interferivano con il suono degli strumenti.

Nel frattempo l’esperienza live dei Queen continuava a progredire, tanto da diventare un’attività pressoché regolare, che in breve stava facendo conoscere il gruppo a un pubblico sempre più vasto ed entusiasta.

A un certo punto il manager dell’etichetta Charisma, Tony Stratton, manifestò un grande interesse per il gruppo. Tuttavia i membri della band decisero di declinare l’offerta contrattuale: ritennero che la Charisma fosse troppo piccola rispetto alle loro ambizioni, manifestando così fin dal principio della loro attività un’attitudine naturale a puntare sempre al top.

Alla fine i Queen approdarono alla Trident, una casa di produzione di proprietà dei fratelli Norman e Barry Sheffield, possessori peraltro degli omonimi Trident Studio di Soho (già famosi per aver ospitato i Beatles per le registrazioni di Hey Jude), dove gli stessi Queen rifinirono i loro primissimi demo, incisi su quegli acetati divenuti imperdibili per ogni collezionista.

In seguito la collaborazione con i fratelli Sheffield si rivelò talmente negativa per il gruppo che Freddie Mercury dedicò loro un pezzo al vetriolo, Death On Two Legs, pubblicata nel 1975 come brano di apertura del loro capolavoro assoluto A Night At The Opera.

Tutto questo, comunque, portò i Queen ad assumere una posizione più forte che alla fine fruttò la firma su quelcontratto con la Emi, un sodalizio iniziato nel 1973 e che dura ancora oggi.

Nel mondo del collezionismo, ma anche in quello dei fans poco avvezzi a distinguere tra un’edizione di un disco e un’altra, fra copertine e date di realizzazione, le sessions di registrazione che i Queen realizzarono nel 1971 presso i De Lane Lea Studios di Londra sono considerate tra le migliori testimonianze della potenza e della capacità tecnica dei Queen, fino a quel momento ancora inespresse essendo la band di Mercury e soci in attesa di vedere pubblicato il loro disco di esordio.

Formatisi di fatto nel 1970, i Queen iniziarono come tutte le band che a cavallo tra gli anni ’60 e ’70 volevano tentare la grande scalata al successo. Si imbarcarono così in numerose esibizioni live, spinti anche dalla convinzione che la dimensione on stage fosse quella che più di tutte riuscisse a catturare la vera essenza della loro musica e dell’arte che, soprattutto grazie a Freddie, erano in grado di mostrare al pubblico.

Inoltre in quei primissimi passi il gruppo era alla ricerca di un bassista e, liquidati alcuni musicisti perché ritenuti poco adatti, giunsero infine proprio nel 1971 alla scoperta di quel John Deacon divenuto poi fondamentale sotto numerosi aspetti, sia tecnici che qualitativi.

Ma se al giorno d’oggi per diventare un gruppo di successo è sufficiente affidarsi al produttore giusto e a un manager in grado di vendere più l’immagine che non le effettive qualità artistiche, negli anni ’70 vigeva ancora la regola per cui spesso ciò che occorre davvero è una buona dose di fortunate coincidenze (ma sono in tanti a credere che le coincidenze non siano altro che la manifestazione di un destino inevitabile, come inevitabile fu il successo dei Queen).

Così accadde nel settembre del 1971. Semplicemente fece il suo ingresso nella storia dei Queen la legge in base alla quale “Non è quello che voglio, ma chi voglio”.


Puoi leggere anche

    s

© 2017 QueenHeaven / Privacy Policy / Cookie Policy / Note Legali