Nel frattempo, oltre ad organizzare il concerto, Brian si tenne occupato con la registrazione dell’album solista, tra le cui tracce c’era anche Love Token,  brano che vedeva la partecipazione di  Neil Murray, Cozy Powell e Mike Moran. Parlando con Guitar World magazine, che sottolineò il fatto che la canzone fosse davvero heavy,  Brian spiegò, "Sì, mi piace questo aspetto. Mi piace il fatto che ora posso comporre roba più pesante. E devo ammettere che mi piace. [E '] una delle mie canzoni mamma/papà. Ne ho un altro paio. Un giorno farò una piccola antologia delle mie canzoni “mamma contro papà”.

Cozy Powell presentò a Brian un’altra canzone su cui lavorare per il suo (di Powell) disco solista, intitolata  "Ride To Win".  Brian ebbe la sensazione che, come con "Somewhere In Time", questo fosse un brano che gli  avrebbe permesso di esprimere le proprie emozioni dal punto di vista lirico.  Brian rielaborò  il brano, ne scrisse il testo e il risultato finale fu Resurrection, del quale discusse con  The Orange County Register nel 1993: "Dopo tutti questi anni passati alla ricerca di un po’ di ottimismo, l’ho finalmente trovato. Riuscivo a vedermi  mentre uscivo e suonavo di nuovo con persone reali. La mia vita stava cominciando a riprendere forma, parlo della vita privata. C'è un sacco di gioia in questo. Non è qualcosa che puoi fingere. Non è possibile suonare questo tipo di cose a meno che  non ci si senta in questo modo. C’è voluto molto tempo prima che riuscissi di nuovo a dare sfogo a questo genere di cose".

E con la rivista Rip (1993): "All'inizio, quando stavo cercando di trovare la mia strada circa cinque anni fa, era tutto un mistero. Tutto quello che sapevo era che stavo male e non riuscivo a vedere una via d'uscita. Verso la fine, quando ho scritto Resurrection ho capito che tutto  quello che mi era successo aveva un significato e cominciai a vedere un barlume di speranza in quello che stavo cercando. E’ tutto una metafora, davvero. Back to the Light (la canzone) parlava del mio tentativo di trovare  una via di uscita. Con Resurrection pensai di averla trovata”.

"'Resurrection [...] infatti, è stato l’ultimo brano composto per l’album" (The Orange County Register, 1993)

Il 20 aprile 1992, i restanti Queen e un nutrito gruppo di artisti, parteciparono al  Freddie Mercury Tribute Concert. Brian colse  l'occasione per cantare in anteprima “Too Much Love Will Kill You", come parte di quello che sperava potesse essere per Freddie  “il più grande addio di tutti i tempi”

Nei giorni e nei mesi successivi, fu una presenza costante agli studi Allerton Hill per finire il suo album, inquadrando le canzoni che aveva scritto in 5 anni, tra le quali c’era  anche la quasi strumentale The Dark, contenente materiale registrato da Brian nel 1980, ai tempi delle session di Flash Gordon.

"Con 'The Dark,' ho voluto questo muro di suono spaventoso che esce per contrastare questa voce molto piccola - il bambino nella culla" (rivista Guitarist, 1992)

Brian colse  l'occasione per rivisitare "Driven By You", scrivendo sul suo sito web nel 2004: "Sulla traccia solista 'Driven By You',  la versione originale del singolo  era stato costruita intorno ad una batteria programmata da me. Per la versione dell'album,  chiesi al meraviglioso e compianto  Cozy Powell,  di suonare la batteria". E’  interessante notare che nell’album è presente la versione precedentemente pubblicata come singolo, senza Cozy. La versione con Cozy Powell è presente come B-side del CD singolo di "Too Much Love Will Kill You" mentre negli U.S.A. fu inclusa come bonus track dell’album.

Il lato B del singolo Too Much Love comprendeva una delle prime versioni di I’m Scared, in seguito ri-registrata da Brian con Neil Murray e Cozy Powell, e remixata per l'album da Justin Shirley-Smith nel 1992.

Per quanto riguarda  Last Horizon, Brian aveva le sue due versioni del brano, una con il ritmo sincopato e l'altra con il  tempo in 4-4. "Al momento di completare  l’album, notai che mi piacevano entrambe le versioni, e poi mi accorsi che una poteva essere un’ottima intro per l’altra. Così le abbiamo messe insieme, con il colpo sul  rullante che apre il secondo pezzo. "(BrianMay.com, 2004)

Il  20 LUGLIO 1992, la dura battaglia con il suo primo album solista era terminata. Nelle brevi note introduttive al disco,  Brian spiega brevemente la natura del viaggio che ha intrapreso per la creazione dell'album, dicendo: "L'uomo che l’ha finito oggi è molto diverso dall’umo che lo aveva cominciato  cinque anni fa".

L'album, intitolato "Back To The Light", fu pubblicato  nel Regno Unito il 28 settembre 1992 e negli Stati Uniti il 2 febbraio 1993.

Brian lo ha portato in giro per il mondo con un lungo tour durato fino al 1993, continuando a fare i conti con quella che all’epoca era la sua vita dopo i Queen e provando a crearsi una carriera come solista.

 Brian tornò ad occuparsi dei Queen nel 1994,  quando cominciò a lavorare alle registrazioni lasciate da Freddie. A questo punto, il gruppo decise di includere nel disco anche  la versione di Too Much Love del 1988, quella con Freddie alla voce. La canzone che aveva dato il via al disco di Brian, adesso era tra i brani che, in un certo senso, rappresentavano le diverse sfaccettature dei Queen, tra cui i progetti solisti  al di fuori della band, e che riflettevano  il tema di quella lotta chiamata vita, una lotta che Brian conosceva benissimo quando completò Back to the Light.

In questo periodo, a Brian venne data l’opportunità di scegliere i musicisti per il festival Guitar Legends a Siviglia, Spagna. Colse  al volo l'occasione e  chiamò, tra gli altri BB King, Paul Rodgers, Mike Moran, Neil Murray, Steve Vai, Joe Walsh e Cozy Powell. A detta di Neil Murray, fu proprio il festival a dare  inizio alla  collaborazione tra lui e Brian, sia su disco che in tour.

Powell, un buon amico di May, stava attraversando un brutto periodo, dopo aver avuto un incidente a cavallo nel 1991, a causa del quale riportò la frattura del bacino. Parlando con Rip Magazine (1993) disse  che "quel festival mi diede un motivo per andare avanti. C'è stato un periodo in cui il telefono aveva smesso  di suonare, perché un sacco di gente non sapeva che ero disponibile o pensava che fossi ancora infortunato. Tu pensi “merda, nessuno vuole più ascoltarmi, la mia carriera è finita"

Il 19 ottobre 1991, Brian e i suoi musicisti si riunirono a Siviglia per il festival Guitar Legends. Tra i pezzi suonati "Last Horizon", uno dei brani a cui Brian aveva lavorato per il suo album.

Dopo il festival, Cozy Powell cominciò a lavorare al suo album solista. Uno dei primi brani registrati da Powell era la strumentale "Somewhere In Time." Sia Brian che John Deacon furono invitati a registrare con lui nel novembre del 1991.

Il 24 novembre 1991, Freddie Mercury morì nella sua casa a Garden Lodge, Londra.

Secondo Brian, “Cozy arrivò con la base strumentale e disse: suonaci qualcosa sopra. Era la sera prima che Freddie morisse e per la prima volta ebbi la  piena convinzione che stesse per accadere, che c’era quasi. Usai la base e scrissi la canzone che parla di come mi sentivo in quel momento”. (Rock CD rivista, 1992)

Brian aggiunse il testo a  "Somewhere In Time" e compose  la canzone "Nothin 'But Blue".  La chitarra  usata in entrambe le registrazioni è  un regalo del collega chitarrista Joe Satriani.

Il 25 novembre 1991 venne pubblicata Driven by you. Sul  lato B c’era  il brano dedicato a Philip Sayer, "Just One Life." Brian registrò anche  una "guitar version", sostituendo la maggior parte delle parti vocali con la sua Red Special.

I membri superstiti dei Queen si ritirarono  dalla scena pubblica dopo la morte del  cantante. Il  12 gennaio 1992 ritornarono sotto i riflettori per annunciare il Concerto tributo a Freddie.

Nel novembre del 1990, l'album Innuendo era stato completato  e la band si concentrò sulla sua promozione. Inoltre, la Hollywood Records (casa discografica U.S.A. ) aveva messo i Queen sotto contratto per gestirne il vecchio catalogo, nonché le uscite future nel Nord America. La società prevedeva una massiccia campagna di rimasterizzazione  e riedizione del catalogo precedente, nonché  i vari dischi solisti, tra cui Barcelona, l’album di Freddie Mercury e Montserrat Caballe.

La band fece le riprese per  il videoclip  per Headlong e alcune interviste per il lancio di Innuendo.

“All’inizio dell’anno”,  disse Brian a Q Magazine, “Freddie e Roger decisero di continuare a registrare, pur avendo appena completato Innuendo”. May si unì a loro a Montreux quel mese per cominciare a lavorare su quelle che sarebbero state le ultime registrazioni di Freddie.

Durante le interviste per la promozione di Innuendo, Brian e Roger, nel febbraio del 91, intervennero a Rockline Radio negli Stati Uniti. Un fan chiese a Brian notizie riguardo il suo album solista e Brian rispose: "Ci  sto ancora lavorando. Sono le avventure del disco solista di Brian May. E’ probabile che lo finisca entro l’estate. Guarda, ho un sacco di roba, ma c’è bisogno che diventi un album. E’ un compito difficile, ci sono tante decisioni da prendere".

Nel mese di maggio, Brian tornò negli Stati Uniti per promuovere Innuendo e  le riedizioni Hollywood degli album dei Queen. Partecipò a numerosi programmi radiofonici nei quali improvvisò  con la chitarra.

Mentre si trovava  a Los Angeles quell'estate, Brian fu  avvicinato dall'agenzia pubblicitaria Ogilvy & Mather, la quale gli chiese di scrivere un brano per i loro nuovi spot della Ford UK.

"I tipi dell’agenzia mi diedero dei suggerimenti e pensai 'Beh,  posso riuscirci,  se mi relaziono alle mie esperienze e alle mie sensazioni.' E la frase" Driven By You" (Guidato da te) venne fuori come la descrizione di come io vedo  la lotta di potere tra due persone che hanno una relazione. Mi venne fuori di getto. Scrissi  una versione per me e una per l’agenzia pubblicitaria. E funzionò alla grande. E' stato anche un bel calcio nel sedere per me, perché queste persone lavorano in fretta e fanno un lavoro davvero di alta qualità. "(Guitar World, gen 1993)

Brian registrò diverse versioni del brano, la versione per lo spot, la sua versione solista e una breve versione per la maggior parte strumentale intitolata "Driven By You Two", ai Mountain Studios,  tra i continui sforzi dei Queen, e Freddie, in particolare, per registrare nuovo materiale. A questo punto, Freddie confidò al resto dei Queen che aveva  l’Aids e non sapeva quanto tempo gli fosse rimasto da vivere, ma voleva registrare quanto più materiale nel poco tempo che gli restava.

La Ford lanciò gli spot con Driven By You nel mese di luglio e l’ottima accoglienza spinse Brian a decidere di pubblicarla come singolo a Novembre. In particolare, il successo della canzone ebbe un grande effetto su  Brian per il completamento dell’album solista, come disse alla rivista Gold  Compact Disc nel 1992: "Avevo una vaga idea di ciò che l'album sarebbe stato, ma mi misi a fare le cose seriamente dopo la faccenda di Driven by You.

"Lavorai alla canzone e allo spot in contemporanea, e la cosa interessante è che la canzone voleva dire una cosa per me, e un'altra  per i pubblicitari. Sono stato davvero stimolato dal modo in cui i pubblicitari lavorano ... Voglio dire, sono così veloci. Ho consegnato loro la  versione di Driven By You, ed il giorno dopo era già in TV".

Il 19 settembre del 1989, Philip Sayer, attore e amico di Anita Dobson, morì di cancro all'età di 42 anni. Nella rivista Guitar For The Practising Musician (1993), Brian spiega questo evento come l'ispirazione per la canzone che scrisse all’epoca, "Just One Life”, "l’elemento che cristallizzò quella canzone fu la mia partecipazione ad un concerto in memoria dell’amico di Anita, che io non avevo mai conosciuto.

Alla fine del concerto, recitarono delle poesie, cantarono delle canzoni e raccontarono delle storie. Io ebbi la sensazione di conoscere quest’uomo attraverso l’influenza che aveva avuto sui suoi amici. Comincia a pensare: "Una persona è questo". Una persona è l'effetto che lascia sulle persone intorno a lui o almeno ne è una parte. Stavo cercando di scoprire il significato di un’esistenza.. .Stavo guardando la sua vita, la vita di Freddie, la vita di mio padre. Avevo appena perso mio padre. Stavo cercando di collegare tutti i fili per provare a capire di cosa si trattasse".

Lo stesso Swansea Grand Theatre di cui Sayer era membro, ha questo ricordo dell’evento: "C'è stato un tributo commemorativo al Teatro Aldwych appena dopo la sua morte, è stata un'esperienza molto commovente organizzata da Sir Ian McKellen, con contributi del Sion Probert, Denis Lawson e Maureen Lipman. Tra il pubblico, quella sera c’era Brian May dei Queen, che era con la sua compagna, Anita Dobson. Anita era una grande amica di Philip. Brian May rimase così colpito dalla serata che, anche se non aveva mai incontrato Philip Sayer, scrisse una canzone dedicata a lui”.
Nel frattempo arrivò l’inverno (era il 1989) e i Queen rivolsero la loro attenzione al lavoro in studio per la registrazione di un nuovo album. Ormai, con l’ulteriore peggioramento delle condizioni di salute di Freddie, il resto della band si rese conto che era malato, ma non conosceva i dettagli della malattia. La spinta per continuare a lavorare portò la band di nuovo ai Mountain Studios di Montreux, nel novembre del 1989. Roger Taylor e Brian May descrissero l'approccio utilizzato: la band lavorava per tre settimane, poi prendeva due settimane di riposo, per poi tornare per tre settimane e ripetere il processo.

Fu ai Mountain Studios che Brian registrò le prime bozze di "Just One Life", oltre a due nuove canzoni che stava prendendo in considerazione per il suo album solista. Spiegò nel 1991: "Mi trovavo in studio da un paio di giorni, per tirare fuori un po’ di cose dal mio sistema. Pensai che forse ne sarei uscito con un album solista, magari con un album dei Queen, proprio non ne avevo idea, e vennero fuori Headlong e I can’t live with You - ai ragazzi sono piaciute.
Tira' fuori Headlong presso il nostro studio a Montreux, uno studio di registrazione casalingo, davvero ottimo per comporre. Le idee mi vennero in un paio di giorni. In un primo momento pensai che potesse andare bene per il mio album solista, ma, come sempre, la band è il miglior veicolo. Appena sentii Freddie cantare, dissi, 'Ci siamo!' A volte è doloroso dare via la propria creatura, ma quello che si guadagna è infinitamente superiore. E' diventata una canzone dei Queen".

Brian contribuì con altre tre canzoni per l'album che alla fine divenne noto come Innuendo: "The Hitman", "The Show Must Go On" e "Lost Opportunity”. L'ultima traccia venne pubblicata come b-side di I'm Going Slightly Mad ", ma l'input di Brian per l'album, rispetto a The Miracle, fu un ritorno. In effetti, il 1990 vide Brian partecipare a dischi di altri artisti. Registrò la chitarra per due singoli di Rock against Repatriation e per Rock Aid Armenia. Inoltre compose le musiche per la produzione teatrale del Macbeth di Shakespeare che fece il suo debutto nel novembre del 1990.

Il 18 febbraio 1990 Brian parlò a nome della band in occasione della cerimonia del British Phonographic Institute, dove i Queen ricevettero il premio per l’Incredibile Contributo Musicale.
Il discorso di Brian fu il seguente: "A nome del gruppo, mi piacerebbe ringraziare tutti coloro all’interno dell’industria musicale, e soprattutto coloro al di fuori dell’industria musicale per averci supportato. Così facendo, ci hanno dato la libertà di perseguire la nostra cosiddetta arte nel modo in cui ritenevamo più giusto. E prenderci dei rischi che sembravano eccessivi ma che per fortuna sono andati a buon fine. Fino ad arrivare a stasera, davvero eccezionale. E vorrei fare anche uno speciale ringraziamento all'industria petrolifera britannica per averci dato questo magnifico premio in riconoscimento di tutti i vinili che abbiamo riciclato nel corso degli anni. Grazie”.

Nel lasciare il palco, Roger aggiunse "Grazie mille."
Freddie salutò con delicatezza, “Grazie, buonanotte”

Altre due canzoni che riflettevano il cupo stato d’animo della sua vita erano I’m Scared e "Last Horizon", entrambe cominciate ai neonati studi di Allerton Hill.

"Last Horizon" è passata attraverso due diversi approcci, come Brian ha spiegato ai fan sul suo sito web, nel 2004: "Ho provato la canzone in due modi diversi, uno con un dolce ritmo sincopato, e uno con il semplice lento rock in 4-4".

"I’m Scared”, come confidò Brian a Guitar World nel 1993, "risale a molto tempo fa. Ho continuato a fare diverse versioni del pezzo, così come ho continuato ad accorgermi che avevo un numero sempre maggiore di paure. E lo stesso vale per la maggior parte delle persone. Solo che tendiamo a tenere queste paure all’interno di noi stessi. Penso che ogni tanto si debba cacciar fuori tutta quella roba. A volte fa bene urlare".

Purtroppo, il 2 giugno del 1988, il padre di Brian, Harold May, morì. La perdita contribuì ulteriormente alla depressione di Brian. Perseguitato dalla stampa per la sua relazione con Anita, Brian scrisse un'altra canzone, "Scandal", che propose ai Queen, dato che con la band aveva deciso di pubblicare un nuovo disco durante l’estate. Cercando di mettere il suo progetto solista da parte per concentrarsi sui suoi doveri con i Queen, Brian scrisse il brano "I Want It All". Come ha spesso raccontato lo stesso Brian, il titolo era una tipica frase di Anita, "voglio tutto e lo voglio ora!. Presentò anche " Too Much Love Will Kill You ", rimpinguando il suo contributo diretto ai crediti di song-writing per il nuovo album dei Queen, che, per sua stessa ammissione, sembravano inferiori rispetto ai dischi precedenti. Come raccontò a Guitar World: "Ci sono stati solo pochi giorni durante quel periodo in cui sono riuscito a suonare assoli di chitarra. E' davvero un miracolo che sia riuscito a fare qualcosa in quell’album”.

Uno di questi assoli sarebbe diventato il brano strumentale "Chinese Torture", che venne incluso solo nelle edizioni CD dell'album come bonus track.

La band lavorò al disco fino all’ inverno, registrandolo gli studi Olympic e Townhouse di Londra e ai Mountain Studios di Montreux, di proprietà della band. Brian, congiuntamente al suo album solista, lavorava anche al disco dei Queen (quello che sarebbe diventato The Miracle), al quale dedicava la maggior parte del suo tempo. A Febbraio del 1989, Brian si ritrovò a parlarne con la rivista Record Collector: "La maggior parte del tempo lavoro per conto mio. Il progetto solista riguarda principalmente il riversare su nastro tutte idee che ho in testa, ma ho scoperto che alcune delle idee che avevo in mente per il lavoro solista sono finite sull’album dei Queen. Io penso che le idee migliori in realtà dovrebbe essere concentrate verso il gruppo, perché è ancora il veicolo migliore che posso avere - il gruppo è davvero ottimo!
"Descrivere il materiale è abbastanza difficile. Mettevo le canzoni su nastro ancora allo stato embrionale e pensavo 'A che punto sono?', Perché sono molto varie, più ancora che quelle dei Queen. Ho alcune ballate molto soft e personali, e ho roba molto dura, puro heavy metal. Ci sono strane canzoni acustiche e Dio sa cos'altro! Non c'è ancora una direzione per l'album, e penso che sia un problema che dovrò risolvere”. E’ possibile che in questa fase" Too Much Love Will Kill You", completata dalla band per l'album The Miracle, non fosse ancora certa di far parte del disco.
Il mastering per le tracce di The Miracle ("I Want It All" in particolare) continuò fino al marzo del 1989. Una volta completato, la band decise l'ordine dei brani e "Too Much Love Will Kill You" venne esclusa.

Il declino di Freddie a causa dell’Aids impedì al gruppo di andare in tour, una fuga che Brian avrebbe gradito, ma le riprese dei video per i singoli di The Miracle, gli offrirono un paio di gironi di sollievo. Nel commento del DVD per il video di "Breakthru", Brian dice che fare le riprese in aperta campagna, nella primavera del 1989, fu l’occasione per allontanarsi dai guai della sua vita personale. Secondo Brian, il suo matrimonio con Chrissy, a questo punto, era finito, e ciò peggiorò ulteriormente la depressione già schiacciante di cui stava soffrendo. I due avrebbero divorziato quello stesso anno. Parlando alla rivista Guitar World, disse, «stavo attraversando un momento in cui avevo capito che non potevo vivere con mia moglie, il che significava che non potevo stare con i miei figli. Inoltre - questo può sembrare banale in confronto - il gruppo aveva deciso di non fare tour. Così improvvisamente ci fu anche un grande buco nella mia vita professionale. E penso che l'equilibrio della mia vita sia stato completamente distrutto. Non sapevo più chi ero".

The Miracle fu pubblicato nel Regno Unito il 22 maggio 1989, e senza un tour per promuoverlo, Brian si trovò ad affrontare una vita che stava cadendo a pezzi intorno a lui. La morte del padre, la fine del suo matrimonio, e la malattia di Freddie furono tutti elementi che contribuirono ad una spirale verso il basso. Eppure, c'era l'idea di un album solista. Aveva messo giù alcune canzoni, alcune complete e altre meno, e Brian pensò che continuare a lavorare al disco potesse essere una specie di terapia.

La fine del 1987 fu un periodo tumultuoso per Brian May.

La band si era presa una pausa davvero necessaria dopo l'uscita del loro album del 1986, A Kind Of Magic e dopo il trionfale, anche se faticoso, tour europeo. I quattro si stavano avventurando in alcuni progetti solisti al di fuori dei Queen e, fino all’inverno, Brian aveva lavorato all'album di debutto dell’attrice Anita Dobson. Come vollero le circostanze, la relazione tra i due complicò la vita di Brian e il matrimonio con sua moglie, Chrissy.

E’ a questo punto che i semi di un album solista cominciarono a germogliare.

Mentre viveva a Los Angeles, Brian strinse amicizia con la cantautrice Elizabeth Lamers ed il cantautoreFrank Musker. Insieme, scrissero la canzone "Too Much Love Will Kill You". Come Brian avrebbe spiegato in seguito, in quel periodo si trovava in un luogo buio, dal punto di vista mentale ed emotivo: "Successe quando ero in America, dove stavo cercando di scappare dalla vita, e la scrissi con un paio di amici che avevo appena conosciuto, i quali mi hanno come aiutato ad uscire dal mio stato mentale. E’ stata una specie di catarsi."(1992 Back To The EPK Light). Avrebbe raccontato in seguito all'Orange County Register nel 1993 che la canzone "è stata la prima scritta per l'album e risale a sei anni fa."

Brian ha messo un sacco di lavoro in "Too Much Love", come evidenziato da una serie di registrazioni note ai fan come The Bell Boy Tape (il nastro del facchino). Questa cassetta sarebbe stata consegnata ad un facchino dalla stessa Elizabeth Lamers, per poi passare di mano in mano fino ad arrivare al collezionista che la possiede ora. Questa storia del facchino è entrata a far parte delle storie più folkloristiche sui Queen ma la stessa Elizabeth Lamers mi ha scritto per dirmi, "[è] una voce apparsa su internet anni fa e ora è diventata leggenda. Hmm. Non ho mai dato una cassetta di qualsiasi versione di quel brano a nessuno in nessun hotel. Sono sicura di aver avuto delle copie in giro ed è possibile che ne abbia smarrita una ma non c'è mai stata nessuna consegna di materiale inedito da parte mia, di Frank o di Brian. Forse l'intrigo e il facchino la rendono una storia migliore. Senza sapere chi ha diffuso per primo la voce o il motivo, ora sarebbe prudente considerare la storia del facchino come apocrifa, alla luce della testimonianza della signora Lamers. Che la cassetta esista non è in discussione e contiene una base musicale strumentale, una versione con Brian alla voce e un duetto tra lui e la Lamers. Il proprietario della casetta conferma che tra le registrazioni sono presenti anche un paio di demo di Brian, dal titolo "Sleepy Blues" e "Moody Keyboards.

Il 1988 non portò molto sollievo nella vita di May, anche se trovò rifugio nelle registrazioni e nella scrittura di canzoni. Disse nel 1993: "Se avevo un’idea che non si adattava al formato dei Queen, la lasciavo su un pezzo di carta o su un nastro. Ma soltanto cinque anni fa ho deciso di usare alcune di queste idee per un album solista. Ho iniziato come una forma di terapia. Ero molto depresso, all’epoca, ad un certo punto ero davvero sul punto di suicidarmi. In quei momenti, è stato solo il fatto di avere dei figli ad avermi impedito di buttarmi da un ponte con la macchina"(Guitar World Magazine).

All'inizio del 1988, almeno così si racconta, la leggenda dello skiffle Lonnie Donegan chiese a Brian di scrivergli una canzone. Brian compose Let your heart rule your head e, a quanto pare, registrò anche una versione della canzone con Lonnie. L’album di Donegan, per il quale era stata scritta la canzone, non fu mai pubblicato e così Brian si ritrovò con un altro brano da aggiungere al suo catalogo di inediti.

Nel marzo del 1988, Brian prenotò gli studi di registrazione Sarm e Town House, dove cominciò la registrazione di Le tour hear rule your head e della cover degli Small Faces, Rollin’ Over. Fu in questo periodo che decise di assemblare uno studio casalingo alle Allerton Hill, come spiegò alla rivista Gold Compact Disc nel 1992: "Ho sempre resistito all'idea di avere uno studio lì, perché ho sempre pensato che si dovrebbe essere in grado di allontanarsi dal proprio lavoro ... ma non ha mai funzionato. Ho registrato l’album in casa a causa della pressione che si sente quando si lavora in un grande studio di registrazione.
"Spesso funziona così: 'Beh eccomi qua, in piedi in questo studio a strimpellare qualcosa e mi sta costando più di £ 1.000 al giorno '. Sembra proprio uno spreco, così ho pensato, 'Beh, perché non fare l'album a casa?' E comunque, volevo tornare alle origini”.

Una canzone che Brian aveva cominciato nel marzo del 1988 era "Back To The Light. Parlando della canzone con la rivista Rip, Brian disse di ricordare chiaramente il momento in cui scrisse le prime parole di Back To The Light e le fissò su un nastro in uno studio di registrazione improvvisato. “L’ho fatto perché avevo capito che dovevo fare qualcosa per andare avanti”. Lungi dall'essere una canzone nata dal successo nel superare le avversità personali," Back To The Light " era un grido di speranza di un uomo che voleva ritornare lì (nella luce NOTA DEL FRACCO).
All’epoca, Brian non sapeva se avrebbe mai raggiunto l’obbiettivo.


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